La Cina è sempre più un hub mondiale dell’innovazione biotecnologica, ma la sua crescita si scontra con una risposta decisa degli Stati Uniti sul piano politico e regolatorio. È questa la conclusione dell’ultimo report di GlobalData, Emerging Market Outsourcing Report, Q2 2026, che evidenzia come la strategia di risposta di Washington sia tesa a difendere la leadership tecnologica e la sicurezza delle filiere domestiche.
La Cina ha ormai superato il tradizionale ruolo di base produttiva per i farmaci generici e sviluppa oggi terapie avanzate competitive a livello globale, con implicazioni che vanno oltre l’innovazione sanitaria e coinvolgono l’intera filiera del farmaco, e con ricadute sulla competitività economica, sulla resilienza delle supply chain e sulla sicurezza nazionale.
Le aziende biofarmaceutiche cinesi stanno ampliando le proprie capacità produttive nei iprincipi attivi ad alta potenza (HPAPI), nei peptidi e nelle piccole molecole. Tra le iniziative citate nel rapporto figurano nuovi investimenti in queste aree, tra cui l’apertura da parte di Crystal Pharmatech di un laboratorio ad alta potenza a Suzhou, la collaborazione tra Proton Pharma e Hubei Jianxiang Bioscience per una piattaforma integrata dedicata ai peptidi e gli investimenti di Zhejiang Jiuzhou Pharmaceutical nell’espansione della capacità produttiva di piccole molecole secondo gli standard GMP.
Ivonescimab, un successo della ricerca cinese
A ulteriore dimostrazione dei progressi compiuti dal Paese asiatico, GlobalData cita il successo di ivonescimab di Akeso, la prima terapia sviluppata sulla base di uno studio clinico condotto esclusivamente in Cina a essere presentata in una sessione plenaria del principale congresso mondiale di oncologia, l’ASCO 2026.
Questo anticorpo bispecifico ha mostrato una significativa riduzione del rischio di morte nei pazienti con carcinoma polmonare squamoso non a piccole cellule, rafforzando la credibilità internazionale della ricerca clinica cinese.
La “contromossa” di Washington
Di fronte al successo clinico e scientifico della ricerca cinese, gli Stati Uniti hanno messo in atto una risposta di natura politico-regolatoria. Il Dipartimento della Difesa ha deciso di inserire la CRDMO WuXi AppTec nell’elenco delle “società militari cinesi”, una misura che potrebbe limitarne l’accesso ai futuri contratti con il governo federale nell’ambito del BIOSECURE Act.
WuXi AppTec ha definito la decisione del Dipartimento della Difesa statunitense “errata e priva di fondamento” e ha avviato un’azione legale contro il provvedimento.
Partnership solide, nonostante le tensioni
Secondo quanto emerge dal report di GlobalData, nonostante il crescente controllo politico e regolatorio statunitense, le partnership commerciali tra aziende farmaceutiche statunitensi e cinesi continuano a essere solide. I recenti accordi di licensing da miliardi di dollari tra pharma statunitensi e biotech cinesi dimostrano infatti che la domanda di asset innovativi resta elevata, a conferma che, nonostante le tensioni geopolitiche, l’innovazione biotech cinese ha ormai conquistato un ruolo centrale nel mercato globale.